Sono qui, ospite dell’isola da quasi venti giorni, e inizio a rendermi conto di non poter rimanere qui per sempre. Sarà che continuano a chiedermi quand’è che ho intenzione di partire.
Per rendere più tollerabile l’idea, provo a elencare qualche altra possibile meta:
- La residenza estiva dell’imperatore Tito – un’altra isola – dove immagino tigri sdraiate sull’erba che ammirano il passaggio dei pavoni
- Riga, Lettonia, prima che salgano sul palco i Sigur Ros
- Una città serba, io che biascico “ziveli” reggendo in mano solo la terza rakja
- Un’isola delle Egadi, una qualunque
- Il mio letto a Milano, al risveglio dopo il primo temporale di fine estate, stringendo le coperte ancora troppo leggere, e cercando inutilmente di ricomporre i frame del sogno appena interrotto
- Casa dei miei, imbolsito sul balcone a scrivere qualcosa per questo blog, aprendo compulsivamente il calendario per contare i giorni alla partenza
che ne pensi?