Sulla strada per casa ho deciso di perdermi un po’. Devo aver descritto una “L”, poi una “d” e una “s” con il mio cammino. Sarà durato un’oretta, a passo sostenuto, nella trance di qualche pensiero già svanito.
Purtroppo non ho resistito alla tentazione di produrre giudizi, durante il mio cammino. L’aspetto di questo o l’atteggiamento di quell’altro, le facce chiuse di chi non concede nulla e quelle mute di chi non ha voce in capitolo, gli sguardi che squadrano e quelli che ti passano attraverso, le persone che non sarò mai e quelle che non vorrei mai essere.
Giudizi affilati, che sembrano fatti per ferire gli altri, vigliaccamente.
E che invece fanno male solo a me.
che ne pensi?