Questa mattina mi ha svegliato il silenzio. Alla finestra, ho capito. Me l’ha spiegato Marcovaldo: “la città non c’era più, era stata sostituita da un foglio bianco”.
I fogli bianchi eccitano l’immaginazione. Oppure la mettono in profondo imbarazzo, ponendole di fronte la propria incapacità.
E io d’immaginazione, in questi giorni, proprio non ne ho. Le sagome candide e tonde parcheggiate in questa strada non si coloreranno, non prenderanno vita, non diventeranno i denti di un gigante, né le onde di un mare antartico.
C’è troppo silenzio in questi giorni. E riflesso nella finestra c’è un tronco che ha bruciato, ed ora dorme sotto una pesante coperta di neve.
che ne pensi?