la possibilità

ci vuole un seme

13 gennaio

Per raccontarti di questo impossibile inverno, che sta cancellando ogni cosa, ci vuole il giusto pretesto, che mi faccia meritare ancora un po’ del tuo tempo e della tua pazienza.

Per trovare il giusto pretesto, forse è sufficiente quella battuta che un secondo fa, mentre parlavi, mi è passata per la testa, lasciandomi un sorriso di cui non potevi capire la ragione.

Per servirti quella battuta, dovrò farti arrivare la mia voce senza ambiguità attraverso questa stanza affollata, e farlo in fretta, prima che la battuta scappi, il discorso cambi rotta, l’inverno torni.

Per farti arrivare la mia voce, ci vogliono parole misurate e dette col giusto ritmo, accostando furtivamente le mie labbra al tuo orecchio, perché la voce non si disperda in questa nebbia di musica, odore di sigaretta e parole già dette.

Per accostarmi a te, misurando le parole, servono la lucidità e l’indifferenza che mi hanno appena abbandonato, serpeggiando dal retro delle ginocchia. Dico allora qualcosa, non ricordo cosa.

Per spiegarmi meglio, dovrei rivelarti il turbamento che provo, e lasciarlo in ostaggio alla tua comprensione.

Ma per spiegarti il turbamento che provo, la maniera che ho è una sola: devo raccontarti di questo impossibile inverno, che sembra abbia già cancellato ogni cosa.

/ incontri / parole

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