Per raccontarti di questo impossibile inverno, che sta cancellando ogni cosa, ci vuole il giusto pretesto, che mi faccia meritare ancora un po’ del tuo tempo e della tua pazienza.
Per trovare il giusto pretesto, forse è sufficiente quella battuta che un secondo fa, mentre parlavi, mi è passata per la testa, lasciandomi un sorriso di cui non potevi capire la ragione.
Per servirti quella battuta, dovrò farti arrivare la mia voce senza ambiguità attraverso questa stanza affollata, e farlo in fretta, prima che la battuta scappi, il discorso cambi rotta, l’inverno torni.
Per farti arrivare la mia voce, ci vogliono parole misurate e dette col giusto ritmo, accostando furtivamente le mie labbra al tuo orecchio, perché la voce non si disperda in questa nebbia di musica, odore di sigaretta e parole già dette.
Per accostarmi a te, misurando le parole, servono la lucidità e l’indifferenza che mi hanno appena abbandonato, serpeggiando dal retro delle ginocchia. Dico allora qualcosa, non ricordo cosa.
Per spiegarmi meglio, dovrei rivelarti il turbamento che provo, e lasciarlo in ostaggio alla tua comprensione.
Ma per spiegarti il turbamento che provo, la maniera che ho è una sola: devo raccontarti di questo impossibile inverno, che sembra abbia già cancellato ogni cosa.
che ne pensi?