la possibilità

l’ospite

2 giugno

Suona il citofono.

- Sssì, chi è?
- Ciao!
- Ehm, ciao… chi sei?
- Sono la frase ispirata che cercavi da un po’
- Scusa?
- Sì, quell’immagine che ti serviva per dare un senso compiuto a giorni e giorni di sensazioni sconnese: la pasta di sale che lega le tue schegge di prosa, quelle con cui adornavi il silenzio obbligato tra una fermata di metro e l’altra
- Ah, tu… Ma ti pare questa l’ora di arrivare??
- Beh, forse eri tu a non avermi cercato…
- Perchè, sentiamo, credi davvero di essere così risolutiva?
- Mmmmh no… però almeno ti preparo per chi verrà dopo di me, noh?
- E chi dovrebbe venire dopo di te?
- Forse una frase migliore… Pensa: potrebbe essere la frase capace di catturare l’illogica allegria di certe mattine, il moto delle foglie, o il suono di una rivelazione
- Ma se passassi il tempo ad aspettare che una frase migliore bussi alla mia porta, le mie giornate scorrerebbero mute di fronte ad un citofono…

Credo stia trattenendo una risatina sardonica.
Apro.

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