la possibilità

incipit (#2)

2 agosto

Saremmo portati a credere che l’autore di queste parole sia una persona.
Le persone provano emozioni, hanno ricordi, sbagliano aggettivi. Le persone viaggiano, e hanno un posto in cui tornare, rannicchiarsi, e trarre una morale da ciò che è passato davanti ai loro occhi.

È mia convinzione, invece, che all’origine di queste parole non ci sia altro che un buco. È lì dentro che, giorno dopo giorno, finiscono ricordi, immagini e sensazioni che non appartengono a nessuno: si accumulano come pioggia e sabbia, si raggrumano, muti e al riparo da ogni sguardo.
Arriva però il momento in cui traboccano: basta un istante perché disegnino una corona di macchie e striature lungo i bordi, guidate dal caso, ma nonostante ciò simmetriche, come quei test di Rorschach usati dagli strizzacervelli.

Sono convinto, dunque, che queste parole siano le tracce di passate esondazioni, decise da lunghi cicli climatici e da istantanei giochi del caso, e offerte alla curiosità e al diletto di chi si trova a passare di qui.

/ caos / parole

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