la possibilità

le ultime cose

20 ottobre

Cresce di giorno in giorno la mia intolleranza per le cose.

Le cose si accumulano nelle case: sono il cibo di una fame che non le consuma.

Prendono rapidamente il posto di aspirazioni, voglie, paure. Col loro respiro immobile rubano l’ossigeno che dovrebbe farci correre, e lo trasformano nella polvere della quale si cospargono, e dalla quale tentiamo inutilmente di salvarli.

Sembrano immortali, ma invecchiano molto prima di noi, e molto prima ci fanno invecchiare, ricordandoci aspirazioni, voglie, paure – passate, mai consumate.

Questo minuscolo cactus l’ho pagato meno di 1 euro. È stata una piccola simbolica concessione al fascino delle cose. Quando l’ho preso immaginavo piccoli vasetti di cactus in lunga fila, o un vaso unico per tutti. Ma ha vinto la mia intolleranza: è rimasto solo.

Che tristezza, direte voi. Ma così c’è più spazio per la mia immaginazione. Ho salvato tanti suoi simili dallo scempio che ne avrei fatto al prossimo trasloco.
E in fin dei conti ho più ossigeno, e ancora tanta voglia di correre.

/ cose

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