cartolina

novembre 2009

Nessuno spedisce più cartoline. Non ha più senso.
Le viste ritratte sul fronte: già viste tutte. Le parole lette sul retro: già dette altrove.

Le cartoline, allora, hanno smesso di arrivare. Credo l’abbiano fatto per protesta, per sottrarsi alle sventagliate rapide da un lato all’altro di chi si chiede chi cosa e dove, alle sopracciglia inarcate con sufficienza di chi le impila in fretta sopra le altre, al gusto macabro di chi le infilza sbilenche ad una bacheca di sughero.

Non abbiamo tempo per mandarne, e per circolo vizioso non abbiamo più speranza che ce ne arrivino: probabilmente quelle ancora inesitate sono andate tutte perse quando abbiamo perso l’abitudine di scriverle.

Ora però te ne vorrei scrivere una.
In foto c’è il tratto di strada in cui abito, inquadrato nel punto in cui  un albero ha ceduto, qualche temporale fa: un mozzo di tronco, perimetrato alla meno peggio con qualche striscia di nastro stradale rosso e bianco.
Sul retro c’è questo messaggio, senza nome in fondo. La mia firma sarà il mio stampatello che parte per la tangente.

Scrivo infine il c.a.p. giusto, ma l’indirizzo sbagliato.
Come ti ho appena detto, non ha più senso mandarsi cartoline, e la mia non la troverai in buca: girando senza meta per il quartiere, sarà lei a trovare te.

ora tocca a te