I pasti interrompono il giorno due, tre o più volte, come spazi tra le parole. Ci sono spuntini che sono virgole, e cene che segnano un punto e a capo.
Certi piatti mi sono rimasti impressi come improvvisi punti esclamativi, allusivi asterischi, o doppi punti interrogativi. Cerco di ricordarne qualcuno.
- Zuppa di cipolle al forno. Il primo, delirante, anno da studente, quando la dieta era a base di ignoranza, cameratismo e fame. Quella sera, la nostra (passeggera) voglia di sperimentare, unita ad una improvvida scorta di pane duro, aveva prodotto una colossale teglia di pane raffermo, cipolle sbollentate e formaggio grattuggiato. Esperimento pericoloso e non senza vittime, ma riuscito.
- Crème caramel. Si andava ogni tanto in quell’osteria in cui, ordinando dolci, portavano tutto ciò che potesse popolare i tuoi sogni più proibiti, senza il limite della quantità o della decenza. Era facile che tutto scivolasse in gara, a colpi di torta al limone, risate, panna cotta, grappini, profiteroles. E non importa quanto avessi mangiato prima, ma non potevo rinunciare ad affondare il mio cucchiaio, tremante, nel crème caramel.
- Maki-sushi. Io ero scalzo, nonostante l’inverno, e tu mi guardavi con gratitudine, nonostante il mal di testa non ti avesse dato tregua neanche ai fornelli. Immergevo i maki nel piattino ikea, ti guardavo senza parlare, sentivo la corazza d’alga strapparsi sotto i miei denti. Era la prima volta che mangiavo giapponese. Ma anche questo l’avrei realizzato troppo tardi.
- Linguine al dentice. La mia lunga vacanza sull’isola, fatta di limone e sale. Mi facevo servire al tavolo come un cliente qualunque, come uno straniero. Poi andavo a dare una mano agli altri, per ringraziarli del trattamento speciale e reintegrarmi nella società. Ma preferivo in ogni caso mangiare per i fatti miei, gustare la sola compagnia del pesce fresco, freschissimo, semicrudo.
- Crema di zucca. Stasera, un paio di ore fa. Densa e omogenea come se non ammettesse repliche, arancione come una buona idea. Mi ha riempito di ricordi di piatti passati, ed eccoli qua.
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