piccole cicatrici
novembre 2009
Guardandomi le mani ho ritrovato tutte le cicatrici, vecchie e nuove, che periodicamente mi ricordano piccoli dolori passati: gesti sbagliati rimasti scritti sulla pelle per qualche giorno, o per sempre.
Questa linea rossa sottile e crostosa lungo l’anulare sinistro, ancora fresca di unghia di gatto, mi ricorda: certe cose si fanno per gioco, ma le loro conseguenze sono molto reali.
Questo segno a V, lembo di pelle scoperchiata, sulla nocca del pollice destro significa: non cercare con troppa insistenza di piegare alla tua volontà le cose – specie se hanno bordi sottili di alluminio – o le cose cercheranno di piegare te.
Questo cerchietto liscio, sul polso, ammonisce: non reagire subito al fastidio – anche se è insopportabile quanto il prurito della varicella – o commetterai qualcosa che ti segnerà per sempre.
Se non solo i gesti, ma anche le parole avventate lasciassero segni sul corpo, avremmo le labbra tempestate da piccoli tagli, macchie attorno al mento, suture a bordo lingua: ognuno a ricordarci che certe parole e certe frasi, per nostra ingenuità o per la semplice natura perversa delle situazioni, ci possono tornare contro, lasciandoci un dolore breve ma intenso, e un marchio duraturo.
Purtroppo, però, questo dolore non lascia alcun segno visibile sulla nostra pelle: nulla ci ammonisce a non ripetere, mille e mille volte, le stesse stupide parole.