scrittura

primo capitolo, fine

marzo 2009

Qui la storia è completa. È dalla scorsa estate che trascrivo le impressioni di questo turista malinconico. Tutto quello che potevo raccontare su di lui è nei messaggi scritti fino ad oggi in questo blog: non sento la necessità di aggiungere altro.
Quello che verrà dopo ancora non lo so.

La mia raccolta è stata assolutamente arbitraria – e per questo veritiera – ma non potrei aggiungere nuovi episodi senza ripetere, richiamare o ribadire ciò che ho già detto.

La sua storia è tutta – ti giuro, tutta – qui:
nei fili colorati ammassati dentro una valigia
nei morsi dati a biscotti generosi, più che buoni
nelle feste imprecise, rumorose
nella zucca rubata da una di queste feste, e sciolta in zuppa di ricordi
nelle strade disegnate a passo monotono
nella difficoltà di calcolare il peso della neve, quando ti travolge
nelle pretese degli agenti atmosferici
nelle promesse mantenute da aerei, treni e traghetti
nei concerti che, non li sentivi, ma erano lì a fare da sottofondo
nei numeri in fila, che sempre sembrano precisi, anche quando non sono esatti
nelle isole reali
e in quelle inventate, per farsi compagnia

Ci sono altre cose, tante, di cui non ti ho parlato, ma se non l’ho fatto quando era il momento, perché farlo ora? E ci sono verità che ho fatto slittare, leggermente, cambiandone le direzione, ricamandoci su.

Ma se non ci fossero segreti, e se non ci fossero bugie, dimmi, che ne sarebbe della possibilità?

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