la Possibilità

Ascolta

«Ascolta... questa è una quaglia» dice il ragazzo riccio, arrestandosi all'istante, lo sguardo in su.

Il calvo continua a camminare, scuotendo la testa. «Non cerchiamo quaglie adesso». Poi si volta, e aggiunge: «Dobbiamo sbrigarci, prima che faccia buio.»

Si fanno strada tra i rovi, poi trovano una specie di sentiero.

Il calvo solleva un braccio, ferma il riccio, si mette un dito sulla bocca socchiusa. Davanti a loro passa una famigliola di cinghiali.

Il riccio imbraccia lentamente il fucile. Il calvo sgrana gli occhi e sospinge in basso la canna puntata. «Non ora!», bisbiglia.

L'ultimo cinghialetto scompare dietro la siepe. I due si rimettono in cammino, il riccio con il viso imbronciato.

Si fermano ai margini di una radura. Più avanti, un capriolo chinato a brucare.

Il riccio rivolge al calvo uno sguardo interrogativo, e questi scuote di nuovo la testa. «Ma... non abbiamo preso niente, cosa mangeremo stasera?»

Il calvo si guarda un attimo attorno, attraverso l'ampia radura. Poi appunta lo sguardo sul fianco della collina. «Lo vedi quel rudere? Esce fumo dal camino. Troveremo sicuramente qualcosa.»

Si incamminano a passo rapido in quella direzione, il capriolo si volta ed esce di scena.

Raggiungono la casa. C'è ancora fumo, ma nessuna luce accesa, nonostante l'imbrunire. «Magari è andato fuori a caccia», suggerisce il riccio. «Magari invece è là dentro: possiamo semplicemente presentarci e farci offrire del cibo» taglia corto il calvo.

Vanno verso la porta. Il calvo si ferma un attimo, guarda i polsi del riccio, e poi lo gela con uno sguardo. «Ah, giusto!», dice il ragazzo, nascondendo le manette spezzate sotto le maniche della giacca.

Dietro la porta, un uomo in divisa tiene una mano sulla maniglia, sgancia la sicura della pistola, e con l'orecchio appoggiato all'uscio, li ascolta.

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