Pezzi
«Pezzi rossi ne hai?», chiede il ragazzo, carponi sul pavimento. La ragazzina sorride. «Scemo, sono tutti rossi!»
«No, quello è blu: cos'è?», e indica un frammento sul quale sono riconoscibili motivi a fiori su uno sfondo blu oltremare.
«Ah, sì, anche tu ne hai qualcuno». Il ragazzo si guarda attorno, soffia via la polvere dal pavimento e cerca di indovinare quel blu scostando i pezzi raccolti dal suo lato.
«Sì! Questi allora vanno assieme...», e cerca di ricostruire la tessitura dei fiori.
«Come si incastra questo? Va qui, no?», la ragazzina chiama in soccorso il fratello. «Sì, basta metterci un po' più forza. E sopra ci va la parte blu.»
Il sorriso della sorellina si scioglie lento in un velo di malinconia. «Quand'è stata l'ultima volta che abbiamo potuto giocare assieme?», chiede, senza aspettarsi risposta.
Il fratello sospira, rimane in silenzio per un po', si concentra sul rimettere tutte le cose al loro posto. Poi si alza in piedi, e ammira l'opera compiuta.
«Manca qualcosa...», dice la ragazzina, e si alza anche lei per guardare meglio il caos che regna in soggiorno. «Ecco!», e raccoglie da terra una montatura da occhiali, spiegazzata e senza lenti.
Il fratello la prende, la raddrizza come può, e la poggia con delicatezza sul viso tumefatto di quell'anziana signora.
I due guardano a terra quel corpo sbilenco e sanguinante, ricomposto alla meno peggio. Si abbracciano. Forse anche per il freddo che soffiava dallo squarcio nel soffito.
Il ragazzo guarda attraverso le mura sgretolate, il palazzo di fronte ancora fumante. Ripete, ipnotizzato: «Non ci farete mai a pezzi.»